STORIA DELL'ARCHITETTURA - Antica Grecia (Parte 4) - Case Private & Arredi

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L’architettura della Grecia Antica arriva dal popolo greco che abitava nei territori della terraferma greca, sulle Isole Egee e nelle colonie in Anatolia ed Italia, dall’anno 900 a.C. fino al I secolo nostra era, percorrendo un lungo tragitto ed abbracciando diverse caratteristiche stilistiche. Un ruolo molto importante lo hanno giocato i fattori economici e sociali, quali nei sec. V-II a.C. hanno portato le città a fiorire.

La casa greca (oikos) inizialmente aveva una struttura semplice a due stanze con un piccolo portico aperto. Queste venivano edificate in materiali più facilmente deperibili, quali legno e mattoni, spesso crudi.

Nell’epoca Classica l’interesse della gente era rivolto sulla vita pubblica della polis. Un cittadino greco libero passava la gran parte del suo tempo all’aria aperta e nei luoghi pubblici, ritornando a casa per mangiare e dormire. Le strade erano affollate di gente di tutte le nazioni e status sociali, nelle piazze (agorà) e nei mercati il commercio fioriva, la gente si coinvolgeva in discussioni filosofiche, facevano scommesse, organizzavano combattimenti di galli, gli insegnanti portavano lezioni agli allievi. Le polis spendevano la gran parte del denaro nelle costruzioni pubbliche, quali templi, altari, teatri, etc. Anche i cittadini più ricchi investirono poco nell’ampiezza e decorazione delle proprie abitazioni private. La polis, infatti, nasceva dal principio dell’uguaglianza tra i cittadini, e questo principio sconsigliava l’ostentazione della ricchezza privata.

La struttura delle case della Grecia Antica era quindi la stessa per tutti. I muri venivano alzati in mattoni di argilla e legno usando una lega pastosa fata di cannucce e argilla o gesso, poggiata su un basamento di pietra per dare resistenza. I tetti spesso erano di paglia, mentre per le case più importanti usavano le tegole.

Le stanze venivano riscaldate con focolari portanti. L’unico camino fisso era sistemato nella oikos. Il fumo veniva mandato via per un buco creato nel muro, posizionato vicino al soffitto, e buttato nello spazzacamino verticale che buttava fuori. Spesso le case avevano al meno un bagno all’interno, dove era scavato in terra una vasca e poi coperto con mattoni.

I muri interni erano piuttosto sottili e fatti di mattoni crudi o pietre tenute insieme dalla malta. Nel periodo classico era poco decorato. Spesso veniva rifinito con argilla o gesso e dipinto sopra. Per dipingere, spesso dividevano in fasce orizzontali usando una combinazione di rosso con giallo e bianco, delimitando le margini con una scavatura direttamente nell’argilla.

Il pavimento era di terra battuta, ma nelle case più ricche venivano stese mosaiche di pietra colorate, illustrando scene mitologiche, animali, caratteri fantastici ed ornamenti dello stile classico. I pavimenti dei piani superiori erano ricoperti con tavole di legno o argilla.

Con grande cura veniva decorato il patio interno della casa (il cortile) di solito stendendo un pavimento con lastre di pietra, mentre nel centro del cortile e negli angoli venivano attrezzati degli altari dedicati agli dèi.

La pianta della casa poteva variare in dimensioni e complessità, ma alla base c’era sempre la planimetria classica (vedi esempio di casa tipica ad Olimpia). L’anima su quale veniva centrata la casa era il suo cortile, di solito posizionato sul lato sud della costruzione. Nella parte nordica c’era un porticato, inoltre usavano posizionare il convivium (le stanze da giorno). A volte, un portico con colonne circondavano il cortile da due, a volte anche da tre lati. Al piano terra c’era posizionata la cucina e le stanze-magazzino, mentre le stanze della donna e dei bambini erano localizzati al secondo piano.

Una casa dell’Antica Grecia aveva una stanza principale posizionata sempre vicino all’entrata principale, arredata e decorata al meglio, la chiamavano andron (“la stanza degli uomini”). Qui si ricevevano gli ospiti di sesso maschile e si svolgevano le feste (dove le donne non erano invitate a partecipare). I tavoli (chiamati trapeza) erano bassi per facilitare il consumo di cibo stando da sdraiati. Dopo ogni pasto la servitù portava ciotole con dell’acqua pulita per lavare le mani, visto che l’usanza era di mangiare a mani nude.

Nella parte residenziale della casa si trovava la stanza della famiglia, oikos, che aveva le funzioni di una sala da pranzo. La zona della casa riservata alle donne era chiamato gineceo, con la stanza da letto della padrona di casa. Ed in fine, c’erano alcune stanze-magazzino e le stanze della servitù.

1 typical house plan in Olympia

La documentazione arrivata ad oggi attesta soprattutto l’architettura residenziale del periodo Classico, come i residui trovati ad Olimpia, arrivate dai sec. V-IV a.C. I principi di base seguiti in Olimpia per l’architettura urbana seguiva gli stessi principi di altre città dell’Antica Grecia: democrazia per tutti e diritti uguali, dando stesse parcelle di terreno a tutti i costruttori. La città aveva una planimetria piuttosto regolare, con strade che si intersecano perpendicolare, dividendo la città in settori (quartieri residenziali). Questi quartieri erano misurati in case residenziali da 19 per 20 metri.

Comunque, nell’epoca Ellenistica, la planimetria urbana subì un notevole ampliamento. L’infrastruttura urbana cambiò e si differenzia: al centro della città mantenendo la planimetria regolare con quartieri ampi per i cittadini benestanti, mentre per gli artigiani e la popolazione meno ricca venivano costruiti dei quartieri meno regolari alla periferia. Un maggior distacco sociale tra ricchi e poveri ha portato alla costruzione di ville maestose per i ricchi, case che potevano occupare anche metà-quartiere per la sua ampiezza e decorate lussuosamente. È seguito un cambiamento di struttura e volume delle case residenziali.

Divenne molto diffusa la costruzione di casa peristilio, che aveva al meno da un lato il portico un giro ininterrotto di colonne che cingeva il cortile interno posto al centro della casa, l’unica sorgente di luce naturale ed aria. Le case più grandi avevano un portico a giro completo tutto attorno al cortile interno.

2 typical house plan in Delos

La “Casa delle maschere” a Delos costruita intorno al 150-100 a.C. prende il nome dai ricchi mosaici presenti sui pavimenti della casa. La costruzione si compone da quattro case. Una grande piscina, scolpita nel granito naturale, forniva dell’acqua al blocco di case. In questa lussuosa casa, decorata con mosaici e affreschi eccezionali, vennero trovate imbarcazioni di lusso, oro, gioielli e statue.

3 House of Masks in Delos

Un’altra villa lussuosa è stata la “Casa del Tridente” a Delos, chiamata anche Casa dei Tritoni, fu costruita intorno al 150-100 a.C. Si trovava quartiere del teatro che era il nucleo principale della città. La planimetria della casa è irregolare. Ha mosaici con il tridente e con un'ancora intorno a cui si avvolge con la coda un delfino. C’è un peristilio a forma rettangolare di quattro portici. Nei fusti delle colonne laterali di ordine Dorico sono inserite protomi di leoni.

4 House of Trident

Gli arredi nell’Antica Grecia:

Purtroppo, ai giorni nostri sono preservati pochi esemplari di arredamenti dell’Antica Grecia, ad eccezione di alcuni pezzi che furono realizzati in marmo e bronzo. Però grazie alle varie testimonianze letterarie e diversi oggetti di decorazione, quali vasi dipinti, conosciamo in dettaglio la vita che svolgevano e mobili che usavano.

I carpentieri e gli artigiani dell’Antica Grecia possedevano la tecnologia di curvare il legno sotto vapore, dell’intarsio, tornitura in marmo e legno, piallatura e levigatura del legno. È stato proprio in Antica Grecia ad essere trovato la prima pialla meccanica (usata per le lavorazioni del legno).

I legni più usati per la produzione dei mobili erano: acero, noce, cedro, bosso, prugni e legno nero (ebano). In via eccezionale venivano usati il bronzo ed il marmo (principalmente per gli altari e tavoli).

La quantità e tipologia degli arredi nella casa dell’Antica Grecia, soprattutto nel periodo classico, erano ridotti al minimo. Come contenitori ed armadi usavano i bauli, su piccoli piedini e con l’apertura a timpano del coperchio, come quelli che venivano usati nell’Antico Egizio. All’esterno la struttura di questi veniva spesso decorata con dipindi o intarsi in legno o bronzo.

5 Greek chest

Come sedute in Grecia Antica usavano sgabelli, sedie e poltrone. Una grande diffusione ha avuto lo sgabello fatto a quattro gambe curvate ed assottigliate, chiamato difros. Dall’Egitto hanno preso lo sgabello pieghevole con gambe a X.

6 Greek stools

Ma l’assoluta popolarità l’ha avuto un altro tipo di seduta, la sedia klismos. Si distingueva per la silhouette elegante e raffinata e le gambe sottili leggermente curvate sia davanti che dietro. Queste sedie venivano fatte di legno curvato sotto vapore e fissate con borchie metalliche e rivestimenti di legno. Versioni più semplici si potevano trovare, con gambe dritte e zampe di animale.

7 Greek chair klismos

La chaise-longue kline era insolita e più rara, con gambe alte circa un metro, due dei quali arrivavano ancora più in alto per reggere una testiera orizzontale su quale si poteva poggiare dei cuscini.

8 Greek kline

Il tavolo da pranzo (trapeza) era piuttosto basso e portatile. Poteva avere la forma rettangolare o rotonda, poggiato su tre o quattro gambe, altre volte su un supporto centrale. Spesso le gambe del tavolo avevano le zampe a forma di un animale. A parte il legno, per realizzare tavoli di dimensioni più piccole veniva usato il bronzo. Sempre in bronzo venivano realizzato delle lanterne per le lampade ad olio (candelabra) e barattoli cilindrici per contenere piccoli oggetti.

9 Greek candelabra e trapeza

Cordiali saluti,

Nadiya 

MetropolitanMe Blogger