Marchi del Design - 10 Cose da sapere su “Kartell. La Cultura della Plastica”

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Kartell è uno dei nomi più conosciuti ed amati nel mondo del design. Il marchio è associato principalmente a due realtà che lo ha reso famoso in tutto il mondo:

1)      Prima di tutto, è stata la prima azienda ad abbracciare il materiale innovativo quale PLASTICA, unendo alla tecnologia, qualità e ricerca del design, per creare complementi d’arredo unici e di un forte DNA estetico e funzionale.

2)      La talentuosa ANNA CASTELLI FERRIERE, fra le prime donne ad avere svolto la professione di architetto in Italia, designer di fama internazionale. Nel 1949, con suo marito, l'ing. Giulio Castelli, fonda Kartell della quale assume la direzione artistica, che deterrà fino al 1987. Assieme ad Ignazio Gardella ha progettando l’edificio di Noviglio, alle porte di Milano, dove dal 1967 ad oggi si trova la sede Kartell.

Oggi Kartell è caratterizzata per la produzione industriale di oggetti di design di altissima qualità, di notevole contenuto tecnologico e made in Italy, garantendole un successo internazionale. Sintetizzando, ecco le 10 cose più importanti da sapere su quest’azienda unica al mondo:

1/ Fondata nel 1949, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, oggi conta 70 anni di storia, di famiglia, di cultura del design, di prodotti industriali, di materiali nuovi e tecnologie innovative. Marito e moglie, lui era un giovane ingegnere chimico, lei era una neo-laureata in achitettura. Fin dall’inizio l’azienda opera a Milano, incentrando la produzione dei propri articoli sulla ricerca tecnologica e sul design.

Nel 1988 l’azienda è acquisita da Claudio Luti, genero di Giulio e Anna Castelli, che arriva dal mondo della moda dove ha lavorato per la Maison Versace. In questo ambito dei colori, materiali e tanta sensibilità, sviluppando l’amore per la perfezione e buon gusto, apre le porte ai nuovi collaboratori invitando designer ed architetti di fama mondiale, dando una nuova vita al brand.

2/ Iniziano una serie di collaborazioni con i più grandi nomi del mondo di Design ed Architettura, come Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Mario Bellini, Alberto Meda e Vico Magistretti, grazie ai quali nascono quei prodotti che diventeranno presto simbolo del marchio.

3/ Nel 1999 Kartell è la prima azienda al mondo ad utilizzare il policarbonato per produrre oggetti di arredo. Il risultato è La Marie, una sedia completamente trasparente dal design moderno e minimale, ancora oggi uno dei best seller di Kartell.

Da questo momento l’azienda sviluppa e approfondisce il tema della trasparenza che l’ha resa unica e originale e prosegue la ricerca nello studio delle superfici e delle forme, partendo dall’uso di tecnologie nuove e materiali performanti che hanno consentito di arrivare alla realizzazione di prodotti mai realizzati in precedenza. Accanto alla divisione habitat, Kartell apre la divisione illuminazione scrivendo un nuovo capitolo della storia del design della luce.

4/ Dal 1997 Kartell fa parte dell'Associazione Altagamma, di cui Claudio Luti è stato Presidente nel 2012.

La Fondazione Altagamma esiste dal 1992 e riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana, riconosciute come autentiche ambasciatrici dello stile italiano nel mondo. La sua missione è contribuire alla crescita e alla competitività delle imprese dell’industria culturale e creativa italiana. Le Imprese Altagamma operano in molteplici settori tra cui spiccano moda, design, gioielleria, alimentare, ospitalità, velocità e wellness.

5/ Kartell è una delle aziende storiche associate a ADI- Associazione per il Disegno Industriale di cui Giulio Castelli è stato co-fondatore nel 1956.

L'ADI riunisce dal 1956 progettisti, imprese, ricercatori, insegnanti, critici, giornalisti intorno ai temi del design: progetto, consumo, riciclo, formazione. È protagonista dello sviluppo del disegno industriale come fenomeno culturale ed economico. In Italia riunisce oltre 1.000 soci residenti in tutto il territorio nazionale, è membro della Consulta delle professioni non regolamentate del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro e dal 1958 gestisce il Premio Compasso d'Oro, il più antico riconoscimento d'Europa nel settore del design. Al livello mondiale lavora su diversi fronti: è stata tra i fondatori dell'ICSID International Council of Societies of Industrial Design (oggi World Design Organization), è tra i fondatori del BEDA The Bureau of European Design Associations, ed è anche tra i fondatori della International Council of Graphic Design Associations (oggi International Council of Design).

6/ L’azienda ha ampliato la produzione con nuove divisioni e nuove famiglie di prodotti, introducendo la divisione illuminazione, una linea soft, una specificatamente pensata per l’outdoor, complementi per l’arredamento, tavoli e sedie, incluso una linea di articoli per la tavola. Tutto questo continuando sempre la sua evoluzione con l’utilizzo di materiali diversi da quello plastico e la sperimentazione di nuove tecnologie.

7/ Kartell si è caratterizzata per la produzione industriale di oggetti di design di altissima qualità, di notevole contenuto tecnologico e made in Italy. Dalla scelta dei materiali innovativi e certificati, all’uso di tecnologie all’avanguardia, Kartell è in grado di garantire agli utilizzatori di offrire prodotti con un proprio DNA, basato su tecnologia, qualità, resistenza e una lunga durata nel tempo.

8/ I negozi monomarca e in franchising Kartell fanno da finestra mostrando al pubblico il marchio all’avanguardia, cambiando allestimenti fino a sei volte durante l’anno e partecipando ad eventi speciali come in occasione della settimana del Salone del Mobile.

9/ Kartell ha conquistato negli anni una serie d’importanti riconoscimenti internazionali, fra cui nove Compassi d’Oro:

- Il secchio tondo con coperchio KS 1146 disegnata da Gino Colombini vince Premio Compasso d’Oro 1955

- La tinozza rettangolare KS 1065 disegnata da Gino Colombini vince il Premio Compasso d’Oro 1957

- Lo scolapiatti KS 1171 vince il Compasso d’Oro 1960

- La seggiolina per bambini K 1340 (poi K 4999) è la prima seduta al mondo in plastica, disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper, Vince il Compasso d’Oro nel 1964

- Il team Centrokappa progetta il Sistema Scuola composto da elementi di arredo per l’asilo, allo stesso tempo didattici e di gioco, e riceve il Premio Compasso d’Oro all’Azienda 1979

- La sedia 4870 ottiene il Premio Compasso d’Oro 1987

- Il sistema di cassettiere Mobil disegnato da Antonio Citterio vince il Premio Compasso d’Oro 1994

- Il divano Bubble Club vince il  Premio Compasso d’Oro 2001

10/ Fondato nel 1999, il Museo Kartell, custode della storia del marchio, nel 2000 si aggiudica il Premio Guggenheim Impresa & Cultura “come miglior museo d’impresa”. Ha sede nello stabilimento Kartell di Noviglio, alle porte di Milano, quartier generale dell’azienda dal 1967. L’edificio, progettato dagli architetti Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella, è oggi considerato uno dei più interessanti esempi di architettura industriale in Lombardia.

Kartell Museo è nato nel 1999 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda ed è stato creato dal Presidente Claudio Luti con l’obiettivo di conservare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, ideale, materiale e immateriale dell’azienda. Le sue collezioni, sempre in crescita, si compongono di oltre 8.000 oggetti, 5.000 disegni e 15.000 fotografie. Tra questi spiccano gli autoaccessori, i casalinghi, le lampade, gli articoli per laboratorio, i mobili e i complementi d’arredo che hanno contribuito al cambiamento del paesaggio domestico e che sono entrati nella nostra quotidianità come oggetti iconici del design italiano. Allo stesso tempo si legge la storia di Kartell e della sua produzione, dei materiali plastici adottati, delle tecnologie produttive e delle strategie di comunicazione e distribuzione impiegate. Il percorso espositivo del Museo si sviluppa in una mostra permanente di oltre 2.000 metri quadrati. È visitabile su prenotazione ed opera per diffondere la cultura del design presso il pubblico tramite pubblicazioni e ricerche, visite guidate e mostre.

IL CRONOLOGO DEL MARCHIO PER DECADE:

ANNI 50: Il marchio fu creato nel 1949 a Milano incentrando la produzione sin dall’inizio sulla ricerca tecnologica e sul design. Nel 1950 nasce la Divisione Autoaccessori con il porta-sci K101, leggero e facile da installare, è il primo prodotto Kartell. A seguire, nel 1953 nasce la Divisione Casalinghi con la produzione di articoli in materiale plastico con stampaggi industriali. I nuovi casalinghi in plastica uniscono l’utile al bello ed entrano nelle case degli italiani. Nel 1955 il secchio tondo con coperchio KS 1146 vince Premio Compasso d’Oro 1955. Nel 1956 esce il primo numero della rivista “Qualità”, che verrà pubblicata fino al 1960, e tratta il tema dei materiali plastici applicati al design e all’architettura. L’azienda vince il suo secondo Premio Compasso d’Oro nel 1957 per la tinozza rettangolare KS 1065 disegnata da Gino Colombini. Nel 1958 nasce la Divisione Labware – un settore dedicato agli articoli per laboratorio, utilizzando materie plastiche che, per le loro caratteristiche di infrangibilità e resistenza, rappresentano un salto di qualità rispetto ai materiali tradizionali. Nel 1959 nasce la Divisione Illuminazione dove Kartell sviluppa nuove soluzioni funzionali e ambientali per l’illuminazione domestica. La lampada 4006 di Achille e Piergiacomo Castiglioni, esemplare per la sua semplicità formale, è la prima a sospensione prodotta da Kartell.

ANNI 60: La nuova decada inizia con la vincita di un nuovo premio Compasso d’Oro nel 1960 per lo scolapiatti KS 1171. In seguito, nel 1963 nasce la Divisione Habitat. Kartell avvia la produzione di prodotti d’arredamento in plastica. Nel corso degli anni ‘60, con l’affermazione internazionale del design italiano e milanese, l’azienda consolida la propria identità avvalendosi del contributo di designer esterni come Giotto Stoppino, Marco Zanuso e Joe Colombo ed esplorando la versatilità dei materiali. Il 1964 è l’anno della svolta: la seggiolina per bambini K 1340 (poi K 4999) è la prima seduta al mondo in plastica. Disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper è combinabile, smontabile e facile da pulire, progettata per essere sia seduta che strumento di gioco, per quale vince il Compasso d’Oro nel 1964. L’articolo che segnò il 1965 è stata la poltrona 4801 disegnata da Joe Colombo, composta da tre elementi ad incastro di compensato curvato, è l’unico prodotto Kartell del periodo realizzato interamente in legno. Oggi è rieditata in materiale plastico. Nel 1967 Kartell realizza la sedia 4867 Universale, un altro successo disegnato da Joe Colombo, che sarà la prima sedia industriale al mondo, ‘a misura d’uomo adulto’ e non di bambino, interamente stampata a iniezione in materia plastica. Il 1967 è l’anno d’inaugurazione della sede Kartell di Noviglio, progettata da Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella per il quartier generale dell’azienda, oggi accoglie anche il Kartell Museo. Conclude questa decada nel 1969 il successo mondiale che hanno avuto i mobili Componibili versione tonda, disegnato da Anna Castelli Ferrieri, rispondendo alle esigenze di mobili leggeri e informali dei giovani degli anni ’60. Sono tra i dieci best seller di Kartell, attuali ancor’oggi dopo più di 40 anni dalla loro produzione.

ANNI 70: Nel 1970 Giotto Stoppino disegna la lampada 4032 Tic-Tac, unica nel suo genere, con l’interruttore integrato nel fusto che si attiva premendo sul paralume (facendo un rumore quando si accende o si spegne, prendendone il nome). Nel 1972 Kartell partecipa alla mostra del MoMA “Italy: The New Domestic Landscape”, dove vengono esposti i tre moduli abitativi prodotti da Kartell su disegno di Ettore Sottsass, Marco Zanuso e Gae Aulenti, entrando nella collezione permanente del museo americano. Nel 1973 nasce il gruppo Centrokappa, diretto da Valerio Castelli e composto da oltre venti creativi (tra i quali Michele De Lucchi e Paola Navone) sviluppa progetti di design e comunicazione e produce eventi culturali finalizzati alla promozione del design italiano. Il 1975 verrà ricordato per la prima libreria modulare 4760/4765 realizzata in materiale plastico, estendibile a piacere e componibile tramite l’incastro di piani e giunti, progettata da Giulio Polvara. Alla libreria sono aggiunti cubi-contenitore nei colori primari disegnati dal gruppo Centrokappa. Nel 1976 nasce la collezione dei contenitori da tavola Kartell disegnati da Anna Castelli Ferrieri, il gruppo Centrokappa e Franco Raggi. Si tratta di una linea di recipienti per alimenti che risponde alla tendenza di abolire la distinzione tra gli ambienti sala da pranzo e cucina e rende finalmente possibile portare il cibo direttamente dal frigorifero alla tavola senza l’utilizzo dei piatti da portata. Un altro grande successo chiude la decada, quando il gruppo Centrokappa progetta il Sistema Scuola e fa vincere il Premio Compasso d’Oro 1979 all’Azienda. Un sistema di elementi di arredo per l’asilo, allo stesso tempo didattici e di gioco, composto da sedute, panche e tavoli corredati da una serie di accessori, da comporre e scomporre tramite grandi viti e un cacciavite-giocattolo.

ANNI 80: Nel 1982 le tecnologie di stampaggio industriale che Kartell ha acquisito dà i suoi frutti e ciò concede all’art director Anna Castelli Ferrieri la fattibilità di creare più prodotti del post-modernismo ed integrando il tema del colore. Nel 1986 Kartell realizza il progetto “INES - la casa terminale”, di Denis Santachiara. In occasione della mostra della Triennale di Milano “Progetto domestico. La casa dell’uomo”, INES è una domestica robotica che, come il pubblico scopre durante la performance messa in scena alla mostra, rivendica la sua indipendenza ribellandosi ai comandi del suo padrone. L’azienda vince un altro Premio Compasso d’Oro nel 1987 per la sedia impilabile 4870 disegnata da Anna Castelli Ferrieri. Nel 1988 Claudio Luti, il genero di Giulio e Anna Castelli, rileva Kartell e diventa il nuovo Presidente. Il team creativo si amplia con la collaborazione di designer quali Philippe Starck, Antonio Citterio, Vico Magistretti, Ron Arad, Ferruccio Laviani.

ANNI 90: Nel 1991 iniziano arrivare i primi prodotti nati dalla collaborazione con i nuovi designer Ron Arad, Antonio Citterio, Vico Magistretti, Philippe Starck, Claudio Luti. Gli oggetti abbinano parti strutturali in metallo a elementi in materiale plastico, con meccanismi a vista e superfici opache e sofisticate. Contemporaneamente l'azienda promuove un'intensa ricerca sul tema dell'ufficio con il design di una serie di mobili adatti all'ambiente di lavoro e all'home office. Nel 1994, Antonio Citterio in collaborazione con Glen Oliver Löw esordisce con due carrelli per la casa, “Battista” e “Gastone”, ai quali fanno seguito i carrelli per PC e TV OXO e il sistema di cassettiere Mobil che vince il Premio Compasso d’Oro 1994. Nel 1996 Kartell incontra Vico Magistretti quando è già uno dei maestri del design italiano e disegna le sedute “Mauna-Kea” e “Maui”. Maui del 1996 è la prima monoscocca in polipropilene che non presenta nervature o parti metalliche a sostegno dello schienale, in essa, ogni particolare strutturale ed estetico possiede caratteri innovativi. Nel 1997 Kartell apre il primo flagship store a Milano, e ad oggi conta ormai più di 130 Flagship Store monomarca, 250 shop-in-shop ed oltre 2 500 rivenditori in 130 paesi in tutto il mondo. Il nuovo catalogo prodotti di Kartell è ormai configurato: tanti designer, stili e riferimenti culturali diversi. Nel 1999 c’è un altro grande successo – nasce La Marie di Philippe Starck, la prima sedia in policarbonato trasparente del mondo realizzata in un unico stampo. La plastica diviene preziosa ed entra in ogni contesto abitativo. Per dipiù, in occasione del 50° anniversario della nascita dell'azienda, il presidente Claudio Luti fonda il Kartell Museo. Le collezioni del Museo si costituiscono di una ricca serie di materiali eterogenei legati alla storia aziendale: oggetti di produzione, prototipi, disegni, documenti e fotografie.

ANNI 00: Nel 2000 il Kartell Museo ottiene il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior Museo d’Impresa e il Centre Pompidou di Parigi realizza la mostra monografica “La Donation Kartell, un environment plastique” che raccoglie i pezzi provenienti dall'archivio storico del Museo. Grazie alla fusione tra i nuovi talentuosi designer e le tecnologie industriali, nasce il divano Bubble Club, che vince un nuovo Premio Compasso d’Oro nel 2001. Con questo, nel 2002 esce il libro “Kartell. 150 Items, 150 Artworks”, editato da Skirà e realizzato su concept di Franca Sozzani e Luca Stoppini, raccoglie i contributi di 150 fotografi e artisti, tra i quali Helmut Newton, Bruce Weber, Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft. Gli artisti coinvolti sono invitati a dare la propria interpretazione degli oggetti Kartell attraverso la produzione di uno scatto fotografico, un’opera o un testo. La mostra per la presentazione del libro si svolge a La Triennale di Milano. Stesso anno nasce la poltroncina trasparente Louis Ghost di Philippe Starck. Alla poltroncina Louis Ghost seguono la sedia Victoria Ghost (2005) e la seggiolina bimbi Lou Lou Ghost (2008). Nel 2006 il gruppo dei designer si amplifica con Patrick Jouin, Marcel Wanders, Patricia Urquiola, Erwan e Ronan Bouroullec e Tokujin Yoshioka, Kartell approfondisce la sperimentazione sul tema delle superfici e realizza prodotti texturizzati e mossi. Nel 2008 Kartell è ospite d’onore da Dolce & Gabbana dove per la prima volta saranno esposte le lampade disegnate da Ferruccio Laviani per Kartell. Segue l’apertura di una nuova divisione “Kartell à la mode”, composta da accessori firmati di Normaluisa, Moschino, Christian Lacroix , N°21 e Paula Cademartori. Nello stesso anno nasce la sedia Mr. Impossible, realizzata unendo due scocche ovali in policarbonato trasparente senza che il punto di giuntura sia visibile, in modo che la scocca superiore sembri fluttuare a mezz'aria. Con Kartell l’impossibile diventa possibile grazie all’utilizzo di un'innovativa tecnologia di saldatura laser che dona alla seduta l'effetto cercato: tridimensionale e bicolore. Il progetto ottiene il Good Design Award 2008. Nel 2009 Kartell presenta la sedia Masters, disegnata da Philippe Starck con Eugeni Quitllet, la quale silhouette nasce dalla fusione di tre note sedute: la “Serie 7” di Arne Jacobsen, la “Tulip Armchair” di Eero Saarinen e la “Eiffel Chair” di Charles Eames. Il progetto vince il Good Design Award nel 2010 e il Red Dot Design Award nel 2013. Nell’occasione del suo sessantesimo anniversario e durante il Salone del Mobile di Milano, Kartell mette nel Flagship Store di Milano, con un happening mondano dedicato al 50° compleanno della bambola in plastica più famosa al mondo, Barbie, che si è regalata una nuova casa di puro design creata per lei da Kartell.

ANNI 10: Nel 2010 Tokujin Yoshioka firma la collezione The Invisible. Il progetto consiste nella creazione di una serie di pezzi unici realizzati a mano con lastre di grande spessore, sedute, tavoli e tavolini monoblocco “Invisible Table” prodotti industrialmente nel 2012 e premiati nel 2013 con il Best of the Best del Red Dot Design Award.

Nel 2011, in occasione del 50° Salone del Mobile, Kartell ha presentato un progetto speciale per celebrare Milano attraverso il coinvolgimento di personalità simbolo della città, appartenenti ai settori creativi più eterogenei (moda, design, arte, fotografia, letteratura, spettacolo, musica, cucina). Il progetto ha dato vita ad un’inedita e originale collezione di oggetti Kartell rivisitati. Le opere realizzate sono state vendute all'asta, realizzata alla Rotonda di via Besana e tenuta da Sotheby's, in favore della Fondazione Umberto Veronesi.

Nello stesso anno è stata creata un’altra mostra importante chiamata "7 electric chairs...as you like it!" di Bob Wilson, compongono una serie unica di sette sedute scultoree ispirate alle sette età dell'uomo (dall'infanzia all'oblio) che sono descritte nel monologo di Jacques nella commedia "As You Like It" di William Shakespeare. Le sedute, in policarbonato trasparente, hanno luci al neon in diverse tonalità di bianco.

Nel 2012, Taschen edita la prima monografia dedicata ad un’azienda di design: “Kartell. The Culture of Plastics”. Il volume racconta la storia di Kartell in 400 pagine, attraverso immagini storiche e contributi critici di storici e curatori, tra i quali: Gillo Dorfles, Deyan Sudjic e Franca Sozzani.

Stesso anno, Kartell ha presentato la collaborazione con Lenny Kravitz. La rock-star americana, insieme al suo Kravitz Design Team, ha creato una collezione di sei poltroncine Mademoiselle (di Philippe Starck) reinterpretate e rivestite di pitone, pelliccia, cuoio e trame intrecciate.

Nel 2014 Kartell celebra 15 anni di trasparenza. Il divano Uncle Jack di Philippe Starck è il coronamento del percorso di innovazione iniziato nel 1999 con La Marie (la prima sedia in policarbonato trasparente del mondo) e proseguito negli anni 2000 con oggetti iconici come la poltroncina Louis Ghost e la lampada Bourgie. Il divano Uncle Jack è un primato assoluto: 1,90 mt di larghezza, 95 cm di altezza, quasi 30 kg di peso per il più grande prodotto d’arredo mai realizzato in policarbonato trasparente in unico stampo a iniezione. Nel 2016 viene premiato con il Red Dot Design Award Best of the Best.

Nel 2014 Kartell ritorna alla produzione di oggetti per la tavola: piatti, bicchieri e accessori in materiale plastico disegnati da Jean Marie Massaud, Philippe Starck e Patricia Urquiola. Il progetto si chiama “Kartell in tavola” in omaggio alla storica linea per la tavola prodotta dall’azienda fino al 1979.

Nel 2015 Kartell rende omaggio al maestro del design Ettore Sottsass con una collezione di oggetti inediti disegnati per Kartell nel 2004. La collezione, composta da un vaso e due sgabelli, esprime una spiccata vicinanza all’estetica di Memphis. Si accompagnano alla linea alcuni inediti imbottiti della collezione soft Kartell rivestiti con tessuti disegnati da Kartell in collaborazione con Memphis.

Stesso anno un’altra collaborazione importante ha luogo: con Alessandro Mendini firma due progetti: Lo sgabello a iniezione Roy e l’orologio da parete Crystal Palace, entrambi dell’estetica inconfondibile del Maestro.

Sempre nel 2015 viene creata la lampada Kabuki disegnata da Ferruccio Laviani - una piantana realizzata in un unico stampo in cui viene iniettato il tecnopolimero termoplastico colorato in massa. Ancora di Ferruccio Laviani è la Battery, rivoluzionaria abat-jour a LED ricaricabile tramite cavo USB, che viene presentata nella versione colorata.

Nel 2016 vede la luce uno dei più rivoluzionari prodotti di Kartell, la sedia Piuma disegnata da Piero Lissoni. Ci sono voluti due anni di intensa ricerca per stabilirsi sull'insolita miscela necessaria a creare un complesso polimero termoplastico rinforzato con numerose fibre tra cui il carbonio per conferire alla struttura una maggiore rigidità meccanica e un peso inferiore. La sedia misura solo pochi millimetri di spessore, ottenendo un prodotto ultraleggero (appena 2,2 kg). Per questo articolo riceve la Red Dot Award Best of the Best 2017.

Sempre nel 2016 Kartell amplifica la collezione di lampade sempre più sofisticati e innovativi: Aledin di Alberto e Francesco Meda è una lampada da tavolo a LED a bracci snodati di policarbonato che hanno due stecche di alluminio con funzione di conduttore al posto dei fili, Lantern di Fabio Novembre è un’originale lampada a led portatile, Planet di design Tokujin Yoshioka, è una famiglia di lampade la cui particolarità è data dalla forma del diffusore che crea un gioco di riflessi.

La prima sedia Kartell per bambini, la 4999 di Marco Zanuso e Richard Sapper del 1964, è stata la prima sedia al mondo interamente in plastica. Da questa storia, cinquant’anni dopo prende forma la linea Kartell Kids con nuovi prodotti disegnati da Nendo, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Philippe Starck.

Nel 2017,  i Componibili disegnati da Anna castelli Ferrieri, compiono 50 anni e Kartell dedica un evento speciale. Per festeggiare questo anniversario sono chiamati a portare il proprio contributo designer da tutto il mondo: Ron Arad, Mario Bellini, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Alberto Meda, Alessandro Mendini, Nendo, Fabio Novembre, Philippe Starck, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka e i brand Emilio Pucci, Missoni e molti altri. Con un allestimento scenografico ed emozionante, il D Museum di Seoul ha ospitato la mostra Plastic Fantastic, che ha raccontato l’evoluzione del design Kartell dagli anni ’50 ad oggi.

Nel 2017 vede la luce Sir Gio di Philippe Starck - il primo tavolo con gamba centrale disegnata in policarbonato, un’importante evoluzione tecnologica capace di garantire alte prestazioni e stabilità per sostenere il piano in cristallo colorato.

Nel 2018 altri oggetti di design vengono presentati: Venice – design Philippe Starck, Catwalk – design Philippe Starck con Sergio Schito, Be bop – design Ludovica + Roberto Palomba e Smatrik - design Tokujin Yoshioka.

Nel 2019 vengono celebrati 70 anni di Kartell con una mostra speciale “The art side of Kartell” che racconta la storia da un punto di vista inedito: l’arte. Ovvero come gli oggetti di design Kartell siano stati d’ispirazione per gli artisti e viceversa, come l’arte abbia influenzato il design. La mostra, curata da Ferruccio Laviani e Rita Selvaggio, ospitata nel prestigioso Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, è promossa da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Kartell.

Stesso anno nasce la collezione Kartell Smart Wood, dall’amore per il design e dalla continua ricerca di nuovo ed innovativo. L’idea creativa sviluppata da Philippe Starck parte dalla scelta di un materiale nobile come il legno che viene trasformato da Kartell in prodotto industriale. Attraverso uno speciale brevetto, infatti, il legno viene lavorato con uno stampo in grado di portare al limite la curvatura del pannello e creare la scocca della seduta con rotondità sinuose.

Nasce il primo oggetto di design concepito dall’intelligenza artificiale che ha risposto agli input ricevuti dal designer (Philippe Strack) e dall’azienda (Kartell). Grazie alla collaborazione tra Kartell, Philippe Starck e Autodesk azienda americana leader nella produzione di software 3d ingegneria e intrattenimento che aiuta ad immaginare, progettare e creare un mondo migliore, nasce la serie A.I.

La passione per l’eccellenza, che guida lo sviluppo di Kartell dalle sue origini, porta l’azienda a mettere al centro la responsabilità per l’ambiente e l’attenzione alle buone pratiche di sostenibilità. Così Kartell loves the planet è il manifesto industriale con il quale Kartell intende sottolineare il suo impegno per la sostenibilità e la tutela dell’ambiente.

Quest’anno 2020 è stato un anno di riflesso per tante aziende, Kartell incluso, che sicuramente ha preso una pausa per riflettere, per poi tornare con nuove energie a creare meravigliosi ed innovativi oggetti di design per la gioia di tutti coloro che apprezzano il design, il bello e la funzionalità.

Migliori saluti,

Nadiya 

MetropolitanMe Blogger