Achille Castiglioni la progettò per la Fiera dell’illuminazione di Milano Euroluce e da subito fu adottata dal Museo della Triennale per illuminare alcune sue gallerie. La Taraxacum ’88 (il nome è il termine latino per “dente di leone”) è composta da 20 triangoli equilateri pressofusi in alluminio lucidato, in ciascuno dei quali sono alloggiate tre, sei o dieci lampadine. Un certo numero di triangoli è collegato a formare un icosaedro, un poliedro con 20 facce.
La lampada è prodotta in tre misure diverse per un totale di 60, 120 o 200 lampadine Globolux. Castiglioni concepì la Taraxacum ’88 come una lampada in grado di sostituire il classico lampadario a più luci, enfatizzandone l’elemento decorativo.
Secondo la classificazione che Castiglioni medesimo fece della sua opera, la lampada Taraxacum ’88 può essere inclusa nella categoria degli “oggetti riprogettati”, vale a dire oggetti tradizionali che il designer ha perfezionato o rinnovato seguendo i bisogni e gli sviluppi tecnologici del momento. Questa lampada è prodotta dal 1988 ad oggi dall’azienda italiana FLOS.
Migliori saluti,
Nadiya
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