In generale nella maggior parte dei suoi progetti Henningsen aveva calcolato la forma dei paralumi con grande precisione, producendo una serie di diagrammi che dimostravano chiaramente come da essi sarebbe uscita la luce e quale sarebbe stata la dispersione nell’ambiente.
Nella lampada PH Artichok, Henningsen applica le sue teorie di base, ma il paralume si apre e si interrompe in una serie dinamica di stratti che si sovrappongono tra loro. Essi sono in rame verniciato di bianco sul lato inferiore per accrescere il calore e la morbidezza della luce emessa. Nel complesso, funzionano nello stesso modo dei paralumi più consueti di Henningsen – riflettono in modo uguale la luce nell’ambiente – ma trasformano la lampada in un oggetto manufatto scultoreo, di aspetto e impatto singolari.
Distinti saluti,
Nadiya
MetropolitanMe Blogger