Questo “spirito moderno” deriva senza dubbio da due requisiti indispensabili sul campo di battaglia: la leggerezza e la robustezza, qualità che, 60 anni più tardi, permisero la messa in produzione della sedia.
Una versione leggermente più evoluta, che adottava la pelle al posto della tela, fu prodotta per tutti gli anni ’30 in Italia con il nome di “Tripolina” dall’azienda Gavina: per aggirare il problema dello scarso supporto delle sedie con struttura a X, il design ricorreva a una struttura pieghevole più complessa e tridimensionale, e la parte di tessuto o di pelle era sorretta in quattro punti anziché in due.
Tuttavia, anche la Tripolina è priva di un buon supporto ligneo, problema di molte sedie a imbracatura. Il suo stile evocatore di un’altra epoca continua però a distinguersi in ogni ambiente.
Dal 1955 ad oggi questa sedia è prodotta dalla ditta italiana Citterio.
Un caro saluto,
Nadiya
MetropolitanMe Blogger