La sua struttura semplice è chiaramente definita dal sovrapporsi e incrociarsi delle componenti in legno. Nel modello originario del 1918, il legno di quercia non era verniciato per evocare quasi la versione scultorea, ridotta all’osso, di una poltrona tradizionale. Nel giro di un anno, Rietveld modificò leggermente il suo design e verniciò le varie parti. La geometria e la struttura della poltrona si definirono cosi grazie al colore: il nero copriva la struttura vera e propria, il giallo le estremità tagliate dei vari elementi, e il rosso e il blu rispettivamente lo schienale e la seduta.
L’allora ventinovenne Rietveld stava cercando una linea che traducesse la bidimensionalità del Neoplasticismo. Sebbene prodotta con discontinuità fino al 1973, quando Cassina ne fece una riproduzione su licenza, la Potrona Rossa e Blu resta tuttora in produzione, segno della sua importanza e dell’influenza che ha avuto nella storia del Modernismo.
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Noi ci vediamo prossimamente con un nuovo post.
Un abbraccio,
Nadiya
MetropolitanMe Blogger